Balneari in rivolta: “No al raddoppio del canone”

VERSILIA. Assemblea straordinaria di tutti i balneari versiliesi per discutere l'aumento dell'imposta regionale sulle concessioni. Appello ai consiglieri regionali di zona Baccelli (PD) e Montemagni (Lega) per dire no al provvedimento.

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Un fulmine a ciel sereno e l’ennesima tegola sulla categoria. Questa la reazione dei balneari di tutta la Versilia al raddoppio del canone demaniale stabilito dalla Regione Toscana nella finanziaria 2016. Sorpresa e rabbia nella partecipata assemblea convocata nel pomeriggio presso la sede dell’associazione di Lido di Camaiore. Varie forme di mobilitazione sono state valutate dai titolari degli stabilimenti, che dovranno pagare alla Regione non più il 25% ma il 100% del canone dovuto al Comune, per un sostanziale raddoppio dei costi delle concessioni. “Il canone demaniale è relativamente basso – ammettono i balneari – ma il prelievo fiscale complessivo è elevato, a causa di altre voci, su tutte l’Iva, fissata al 22%. “Un provvedimento preso a sorpresa, senza alcun confronto e soprattutto a bilanci aziendali chiusi, che metterà in difficoltà centinaia di piccole imprese balneari” – ha spiegato il Presidente dei Balneari lidesi Luca Petrucci.

Lunedì ci sarà un primo incontro a Firenze tra i sindacati di categoria Fiba e la Regione Toscana. Ma l’appello è già rivolto ai consiglieri regionali di zona Stefano Baccelli del Partito Democratico ed Elisa Montemagni della Lega Nord, affinché il balzello non venga approvato in Aula.

“Un pesantissimo aggravio” – commenta la senatrice del Pd Manuela Granaiola che invita da subito la giunta Rossi a rivedere il provvedimento. Si dice preoccupato il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto.