Tempesta di vento in Versilia: un anno dopo

VERSILIA - Era la mattina del 5 marzo dello scorso anno quando la Versilia, da Lido di Camaiore a Forte dei Marmi passando per Pietrasanta, Querceta e Capezzano, si risvegliava sconvolta dalla furia del vento. Anzi, in quella notte di paura probabilmente in pochi erano riusciti a dormire, svegliati dalle raffiche di vento che raggiungevano i 120 km orari.

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In sei ore incessanti erano stati spazzati via alberi, tetti e recinzioni.Nessuna vittima per fortuna, ma i danni ai beni privati e pubblici sono stati immani. Decine e decine di milioni di euro. Case, ville, e serre messe in ginocchio. Ma il danno più grave è stato per l’ambiente:  migliaia le piante crollate al suolo come birilli. Soprattutto pini. Quelli della Versiliana, devastata per un quinto, quelli di Roma Imperiale e Vittoria Apuana, sfigurate.
A distanza esatta di un anno, recinzioni, cancelli e serre sono stati quasi ovunque ricostruiti. Qualche centinaio di alberi è stato ripiantato, ma la fisionomia della Versilia in molte zone non è più la stessa. Nei primi mesi post-uragano si è vista una corsa alla solidarietà con l’associazione Più Forte del Vento che ha settembre in una cena benefica ha raccolto 265mila euro saranno spesi per ripiantare pini.
Nel giorno del primo anniversario sarà conferita la cittadinanza onoraria dal Comune di Forte dei Marmi al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco determinanti nella fase di soccorso. L’emergenza vissuta in quelle settimane, con centinaia di case rimaste senza luce per settimane, ha spinto in questi giorni il Comune di Forte dei Marmi a dotarsi per la prima volta di un servizio di protezione civile, integrato con Seravezza. Con la speranza che non debba mai più misurarsi con un disastro simile