In migliaia a Camaiore per la Triennale del Gesù Morto

CAMAIORE - Uno spettacolo unico e suggestivo che unisce fede e tradizione. Sono stati migliaia anche quest’anno i fedeli che hanno dato vita alla Triennale del Gesù Morto di Camaiore.

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Nelle quattro strade del centro storico che compongono il circuito si è snodata la solenne processione del venerdì santo. Per i camaioresi molto più di un rito religioso, una vera istituzione, che si ripete immutato dal ‘500 ogni tre anni.  A rendere speciale e suggestiva la processione sono gli oltre 40mila cinciddellori, i lumini a olio artigianali camaioresi, uniche luci nella notte a illuminare le vie del centro.

Dopo il canto della Mater Dolorosa la processione è partita poco dopo le 20 dalla Chiesa della Madonna dei Dolori guidata dal gruppo ligneo di quattro statue. Tra queste il Cristo Morto, di fine ‘500, e la Madonna Addolorata di fine ‘600.  Un lunghissimo corteo di fedeli ha seguito i gruppi religiosi, guidati dal parroco Don Damiano Pacini.

Non solo fedeli e pellegrini ma anche turisti e curiosi, moltissimi stranieri, sedotti dall’atmosfera magica e surreale di un evento che quest’anno ha ottenuto anche il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. Per la prima volta la Triennale ha incontrato l’altra grande tradizione camaiorese, quella dei tappeti di segatura del Corpus Domini. Nella Chiesa di San Michele è stato esposto uno speciale tappeto realizzato dai ragazzi delle scuole che rende omaggio all’anno santo con uno scorcio del centro di Camaiore.