Droni e satelliti per monitorare le cave delle Apuane

ALTA VERSILIA - Nuove assunzioni di personale, formazione ad hoc, l'uso di droni e foto satellitari su acque, rifiuti e aria. Saranno questi gli strumenti principali del "Progetto speciale cave", promosso dalla Giunta regionale e messo in atto da Arpat.

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Obiettivo: potenziare i controlli sull’attività estrattiva e migliorare la gestione ambientale delle cave riducendo, tra l’altro, l’inquinamento di marmettola sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee.

La giunta regionale ha approvato la delibera che dà l’avvio a una nuova stagione di accertamenti e verifiche nei siti estrattivi delle Alpi Apuane.

Il nuovo progetto prevede che per due anni, dal 2017 al 2018, Arpat assuma 12 nuove figure che si occuperanno dell’attività di verifica e controllo. Un investimento da 1 milione e 480mila euro per controllare direttamente 120 cave (60 l’anno) delle 170 attive in produzione sul distretto apuo-versiliese.

Il progetto dovrà integrarsi con il “Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo varato dalla Regione dopo il drammatico incidente a Carrara nell’aprile scorso.

Il Presidente della Regione Enrico Rossi assicura “tolleranza zero per chi non osserva le norme, specialmente sugli sversamenti di idrocarburi e di marmettola.

Sul fronte export, stando ai dati della Regione, il distretto apuo-versiliese, il primo in Italia, ha realizzato risultati migliori della media nazionale sia per quel che riguarda il marmo estratto (+61,5% dal 2008 ad oggi) che per quello lavorato (+34.6%).