Passi carrabili, il sindaco Mungai attacca il comitato

MASSAROSA - Il sindaco Franco Mungai si scaglia contro il comitato "Passi carrabili". "La regolarizzazione dei passi carrabili non è e una tassa ma prevede solo un pagamento, un volta sola, che vale per il rilascio di un’autorizzazione a tempo indeterminato."

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Intanto continuano gli incontri informativi dell’amministrazione comunale nelle frazioni del territorio per illustrare la procedura di regolarizzazione dei passi carrabili. Domani, giovedì 6 ottobre si terrà un’assemblea pubblica a Piano di Mommio alle ore 21 presso le sale parrocchiali, a cui seguiranno quelle dell’ 11 ottobre a Stiava e del 13 ottobre a Corsanico, sempre alle ore 21.

“Tutto questo si rende oltremodo doveroso anche per sfatare le oramai numerose informazioni inesatte che vengono artatamente diffuse da settimane e che non fanno altro che creare inutile confusione e preoccupazione tra le persone” – lo spiega il sindaco Mungai. “Mi riferisco in particolare ad un volantino che viene fatto girare, con ogni mezzo compreso i social network, dal comitato di cittadini denominato “Comitato Passi Carrabili”, all’interno del quale sono contenute frasi e parole non rispondenti a verità e con le quali si annuncia l’introduzione di fantomatiche tasse, tassazioni, canoni, etc., sui passi carrabili. Frasi e parole senza alcun tipo di fondamento. La regolarizzazione dei passi carrabili, infatti, non è e una tassa ma prevede solo un pagamento, un volta sola, che vale per il rilascio di un’autorizzazione a tempo indeterminato.

“Rispettiamo i comitati e siamo sempre pronti ad ascoltarli, quando sono spoliticizzati e nascono per affrontare le più disparate situazioni, ma siamo dispiaciuti per il fatto che un comitato, come in questo caso, anziché fondare le proprie lagnanze su elementi veri e concreti, le fonda su elementi che con la situazione reale non hanno niente a che vedere. Chiamare a raccolta i cittadini per protestare contro l’amministrazione, tra l’altro su disposizioni previste dal Codice della Strada, quindi dalla normativa nazionale, basando il dissenso su notizie palesemente non vere, non solo è profondamente sbagliato, ma rischia di far commettere errori ai cittadini e magari farli incorrere in sanzioni che sono ben più onerose della semplice regolarizzazione”.