Due richieste di rinvio a giudizio per il caso tallio

PIETRASANTA - La Procura di Lucca ha chiesto il rinvio a giudizio per due dirigenti di Gaia e Asl per lo scandalo tallio a Pietrasanta. A rischiare di finire a processo sono Francesco Di Martino, ingegnere responsabile del servizio acquedotto di Gaia, e Ida Aragona, ex direttrice del Dipartimento di Prevezione della Asl.

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La pm Lucia Rugani, dopo un sopralluogo di pochi giorni fa alle ex miniere Edem, ha chiuso le indagini, aperte due anni fa con l’esposto presentato all’indomani della prima ordinanza con cui il Comune vietò di bere l’acqua di Valdicastello, perché contaminata dal metallo pesante. Secondo l’accusa, i due dirigenti non avrebbero tenuto nelle dovuta considerazione la segnalazione di Arpat del 2013 che indicava la presenza di tallio. Sarà il Gup Giuseppe Pezzuti a decidere se aprire il processo o archiviare il caso.

I comitati sorti a Valdicastello – dove trenta utenze sono ancora senza acqua – si dicono fiduciosi che la magistratura faccia piena verità e individui eventuali responsabili.

Ma intanto sollevano un altro caso. Sforamenti record in un fabbricato del paese con, 80 microgrammi al litro, quando la soglia limite è di due. Analisi eseguite due giorni fa per conto dei comitati dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, che ha scritto al sindaco.

“Un metodo anomalo e poco opportuno” – commenta l’assessore all’ambiente Simone Tartarini – “ ma ogni verifica per vie ufficiali sarà fatta a dovere”, assicura.

Gaia da parte su conferma il massimo monitoraggio della situazione, dopo aver già eseguiti lavaggi e sostituzioni di tubazioni a Valdicastello. Interventi che adesso i cittadini si attendono anche al Pollino e in centro storico, le altre aree interessate dal tallio.