Seravezza scossa dal caso delle “merende in Comune”

SERAVEZZA - Si chiudevano nei locali dell'archivio comunale - a metà mattinata o nel primo pomeriggio - per chiacchierare, bere the o caffè e mangiare pasticcini in compagnia. Senza lavorare nè timbrare il badge per segnare la pausa lavoro, che il più delle volte sforava abbondantemente i venti minuti concessi per legge.

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Sono i dettagli che emergono dalle indagini condotte dai Carabinieri sulla condotta di sette dipendenti del Comune di Seravezza ai quali come noto la scorsa settimana è stato notificato l’avviso di conclusione indagini, partite dopo una serie di esposti alla Procura arrivati nei mesi scorsi da chi aveva notato presunti comportamenti illeciti.  Si tratta nello specifico di cinque addetti agli uffici e due funzionari, sette sui 70 dipendenti totali del Comune, ripresi dalle telecamere nascoste dai militari negli uffici dal 12 gennaio al 10 febbraio. In un mese hanno fatto pause senza timbrare, venendo dunque regolarmente pagati, in alcuni casi persino come lavoro straordinario, chi per un totale di 2 ore e 14 minuti e chi addirittura per oltre 11 ore di pausa complessive. L’accusa è di truffa ai danni dello Stato e di interruzione di pubblico ufficio, con la violazione del Disciplinare in materia di presenza in servizio del Comune.

Non si tratta di assenteismo, come accaduto in altre città italiane, ma il caso delle “Merende in Comune” ha comunque scosso la comunità seravezzina.