Donne scomparse: la Cassazione conferma le condanne per Remorini e Casentini

ROMA - La Suprema Corte di Cassazione ha confermato le sentenze di condanna a 38 anni e 16 anni per Massimo Remorini e Maria Casentini, accusati della morte e della distruzione dei cadaveri di Claudia Velia Carmazzi e Maddalena Semeraro, le due donne - madre e figlia - scomparse dal Torre del Lago nell'agosto del 2010 e mai ritrovate.

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I ricorsi della difesa sono stati dichiarati non inammissibili, ma respinti. Maltrattamenti, circonvezione di incapaci, sequestro di persona, omicidio, distruzione e occultamento di cadavere, queste le pesantissime accuse di cui sono giudicati colpevoli. Remorini, che era stato arrestato in Aula in Appello a Firenze finita la lettura del dispositivo, è tuttora detenuto in carcere a Sollicciano. Maria Casentini, appena firmato l’ordine di carcerazione, sarà trasferita in un istituto penitenziario.

La sentenza della Cassazione è l’ultimo capitolo del clamoroso caso delle due donne, scomparse dal ribattezzato “campo degli orrori” di via dei Lecci a Torre del Lago. Lì, nella roulotte dove vivevano, era stato David Paolini, figlio e nipote, a vedere per l’ultima volta la madre, come morta. A incastrare lo zio Remorini, affidatario degli interessi di famiglia, che le aveva ridotte in miseria, e la badante e amante Maria, era stato Francesco Tureddi, test chiave del processo, assolto in primo grado.

I resti delle due donne non sono mai stati ritrovati, ma nel nostro ordinamento  la condanna per omicidio nel nostro ordinamento è a prescidere dal ritrovamento di un cadavere. Il caso è chiuso, almeno nelle aule di tribunale.