Agguato ai tifosi del Montecatini: arresti domiciliari per il capo ultras

VIAREGGIO - Sono scattate le misure cautelari per i due ultras del Viareggio 2014, accusati dell'agguato al treno di tifosi del Montecatini del 23 aprile, in cui venne preso a sassate un treno alla stazione di Lido di Camaiore e aggredito e ferito un ragazzino di 15 anni della squadra pistoiese, buttato a terra e picchiato.

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Gli agenti del Commissariato di Viareggio hanno eseguito l’ordinanza del Gip, arrivata una settimana dopo le denunce e le perquisizioni. Il primo, considerato il capo ultras, 45 anni, viareggino, si trova agli arresti domiciliari. Era già destinatario di un Daspo di 5 anni ancora in corso. Per l’altro tifoso, un 29enne, è scattato invece l’obbligo di firma.

L’accusa è di lesioni, violenza privata, violazione della legge che tutela lo svolgimento delle manifestazioni sportive e interruzione di pubblico servizio, per aver partecipato, insieme ad altri soggetti, all’ormai nota aggressione alla stazione di Camaiore.

Le indagini condotte dal Commissariato di Viareggio e coordinate dalla Procura di Lucca si sono incentrate in particolare sull’acquisizione di dichiarazioni di testimoni, sull’esame delle immagini estrapolate da alcuni filmati che hanno permesso agli inquirenti la identificazione dei due ultras. Indagini che hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza e convinto il Gip ad autorizzare i provvedimenti restrittivi.

Nei giorni scorsi sono comparse anche scritte offensive e diffamanti sui muri di Viareggio contro una giornalista che aveva reso noto i nomi dei due ultras.