Lite omicida tra vicini di casa: condannato a otto anni

CAMAIORE - Otto anni da scontare agli arresti domiciliari con il permesso di uscire per recarsi al lavoro. E un risarcimento danni di 100mila euro alla moglie e al figlio. E’ questa la sentenza stabilita con rito abbreviato dal tribunale di Lucca per Federico Ceragioli Ramacciotti, 43enne accusato della morte di Pietro Buchignani, lucchese di 60 anni, deceduto a seguito di una banalissima lite tra vicini di casa in via Michelangelo Buonarroti a Lido di Camaiore.

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Il Pm Elena Leone aveva chiesto 18 anni anni per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, e 1 milione di euro di risarcimento danni. Il giudice Riccardo Nerucci ha accolto le richieste della difesa e le memorie presentate rimodulando l’accusa in omicidio preterintenzionale, senza le aggravanti.

La tragedia avvenne a metà mattinata del 13 luglio dello scorso anno. Stando alle indagini dei carabinieri, tutto era nato per un futile bisticcio per un parcheggio non concesso nella strada residenziale di Lido, fino al tragico epilogo. Colpito con un pugno al volto e caduto a terra, Buchignani era morto quasi sul colpo per le gravi lesioni alla testa. I sanitari avevano cercato di rianimarlo per oltre 40 minuti, purtroppo invano.

I carabinieri di Viareggio del Nucleo Operativo Radiomobile subito avevano fermato Ramacciotti, libero professionista lucchese, incensurato, da pochi giorni diventato papà, poi arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale.