Peracetico, Del Ghingaro all’attacco

VIAREGGIO - "Non è una questione politica" spiega Giorgio Del Ghingaro, "voglio sapere se ci dovremo fare carico di costi imprevisti. Noi abbiamo sistemato le fognature, gli altri no e questi tentativi alternativi non stanno funzionando". L'estate non è ancora iniziata, ma il clima è già rovente tra Viareggio e Camaiore.

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Motivo del contendere l’acido peracetico e la sperimentazione per mantenere il mare pulito. Dopo l’anticipazione di sabato scorso dei dati deludenti forniti dall’Università di Pisa e alcune schermaglie sui giornali, il sindaco di Viareggio ha deciso di spiegare meglio la sua posizione. Prima questione l’efficacia dell’acido per sconfiggere la carica batterica: i dati del dipartimento di biologia dicono che i primi tentativi di dosaggio non hanno funzionato. In questi giorni è in corso la seconda fase della sperimentazione. E allora l’attenzione va alle altre opere fondamentali per garantire un mare pulito: i lavori alle fognature. “Viareggio ha fatto tutto quello che doveva fare, Camaiore no” afferma Del Ghingaro citando fonti attendibili del gestore Gaia.

Mercoledì 31 maggio si terrà la seduta del Collegio di vigilanza e Del Ghingaro ha anticipato che chiederà di cambiare capofila, candidandosi a prendere il ruolo di Camaiore.

E dopo aver atteso qualche giorno, nella questione entrano anche le Associazioni Balneari dei quattro comuni marini che temono un’altra estate con i divieti. In un comunicato congiunto chiedono di risolvere il problema balneazione alla radice sistemando i depuratori consortili e mettendo a norma tutti scarichi privati. Considerando l’acido peracetico solo un metodo per tamponare l’emergenza.