Aperto dopo 22 anni il Museo Archeologico di Pietrasanta

PIETRASANTA - Ci sono voluti 22 anni er consegnare alla città di Pietrasanta il "suo" Museo Archeologico. Un tributo alla storia della Piccola Atene e a tutta la Versilia fatto di reperti, suggestioni, testimonianze e storia.

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Un tempo lunghissimo che non ha però scalfito il progetto iniziale di Bruno Antonucci a cui è dedicato il Museo Archeologico ospitato al piano terra di Palazzo Moroni in Piazza Duomo. Tante le persone che domenica  hanno partecipato all’attesa inaugurazione, in Piazza Duomo.

“E’ un giorno bellissimo – ha detto il figlio di Bruno, Paolo presente con tutti i famigliari all’inaugurazione – Il Museo esprime la visione della storia della città e della Versilia, come siamo nati e siamo diventati, che immaginava mio padre.”

Il Museo, ospitato al piano terra, mette in esposizione centinaia di reperti, la cui datazione copre un arco temporale che va dalla Preistoria al Medioevo in Versilia. Il progetto è stato seguito, coordinato ed approvato dalla Sovraintendenza delle Belle Arti, dall’Università di Pisa e dal Comitato Scientifico. Sei le sale che costituiranno il percorso espositivo. La prima sala sarò dedicata a Bruno Antonucci, al quale si deve la formazione del primo nucleo del Museo e la scoperta di molti reperti in Versilia. La seconda e terza sala sono invece incentrate sui ritrovamenti di San Rocchino e all’età arcaica e classica. La quarta sala i visitatori troveranno una necropoli formata da 10 cippi a clava di diversa tipologia, reperti unici al mondo e di grande efficacia che raccontano bene il metodo di sepoltura dell’epoca. La quinta sala è stata immaginata come una sorta di scrigno contenente moltissimi materiali e reperti provenienti da diversi insediamenti. L’ultimo sala, la sesta, sarà una sorta di “preview” di quello che i visitatori potranno vedere al secondo piano non appena sarà completato.