Bolkestein: la Consulta boccia a metà la legge toscana salva-balneari

FIRENZE - Con una sentenza depositata oggi la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima una parte della legge toscana del 2016 in materia di concessioni demaniali marittime, cassando il comma 1, lettere C e D, dell'articolo 2 (sui criteri e condizioni per il rilascio delle concessioni ultrasessennali).

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La norma, approvata dalla Regione per fare fronte alla direttiva Bolkestein, lo scorso anno era stata impugnata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, decisione contro la quale si è costituita la Toscana. La legge prevede, tra l’altro, la possibilità per i titolari di una concessione balneare di restituirla al Comune e di chiederne una nuova di durata fino a 20 anni, presentando un apposito piano di investimenti da sottoporre a un’analisi comparativa.

Inoltre, la norma vieta la sub-concessione, dispone che – in caso di area oggetto di concessione – l’ente gestore acquisisca il valore aziendale dell’impresa insistente su tale area, e prevede poi il diritto a un indennizzo pari al 90% del valore dell’azienda, nel caso in cui la concessione venga assegnata ad un altro al termine della procedura comparativa.

I commi dell’articolo 2 dichiarati illegittimi riguardano proprio l’acquisizione del valore aziendale e l’eventuale indennizzo del 90%.